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SISTRI

 

Il Decreto Legge Semplificazioni, approvato nel Consiglio dei Ministri del 12/12/2018, prevede la soppressione, dal 1 gennaio 2019, del SISTRI, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti di cui all'articolo 188-ter del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152.

Il Decreto dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e successivamente convertito in legge. Al netto di questi passaggi, il SISTRI sarà quindi definitivamente cancellato; non saranno più dovuti i contributi annuali di iscrizione al sistema, di cui all'articolo 14-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 e all'articolo 7 del decreto del ministro dell'ambiente 30 marzo 2016, n. 78.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha annunciato di voler creare un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, più efficace, più semplice e meno oneroso per le aziende. Ricordiamo infatti che, con la soppressione del SISTRI, rimane per l’Italia la necessità di dare attuazione alle disposizioni della Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che prevede che gli Stati membri stabiliscano "un efficace sistema di controllo della qualità e di tracciabilità dei rifiuti urbani".

La tracciabilità dei rifiuti, fino alla definizione del nuovo sistema, torna quindi ad essere effettuata utilizzando il tradizionale modello “cartaceo” (registro di carico e scarico, formulario di identificazione dei rifiuti, MUD), ferma restando la possibilità di avvalersi delle modalità di trasmissione dati "digitali" previste dall'articolo 194-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152:

“In attuazione delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale […] per consentire la lettura integrata dei dati riportati, gli adempimenti relativi alla modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto dei rifiuti […] possono essere effettuati in formato digitale.”

 “È consentita la trasmissione della quarta copia del formulario di trasporto dei rifiuti prevista dal comma 2 dell’articolo 193, anche mediante posta elettronica certificata.”

 

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